Il Medagliere

 MAVM Vittone Giuseppe

 

Medaglie d'Argento al Valor Militare  21
Medaglie di Bronzo al Valor Militare  17
Croce di Guerra al Valor Militare 5
Croce al Merito dell'Esercito 2

 

Le Medaglie

 

Medaglia d'Argento al VM

 

1^ Guerra Mondiale 
alla memoria
 

DOGLIOTTI GIUSEPPE

Asp. Uff. 1° Reggimento Alpini

Nato a Vesime (AL) - Residente a Chieri per morivi di studio

Incaricato di difendere una posizione, assolveva il suo mandato con capacità e valore. Attaccato per ben 3 volte da forze superiori, resisteva vittoriosamente ricacciando il nemico. Cadeva poscia sulla posizione colpito in fronte da palla nemica.

Monte Cimone dei Laghi, 18-20 maggio 1916

MORRA VINCENZO

Asp. Uff. 4° Reggimento Alpini,

med.argento alla memoria

Comandante di plotone, sotto violento fuoco nemico si spingeva fra i primi all’attacco delle trincee avversarie. Raggiuntele, dopo sanguinoso corpo a corpo, si lanciava risolutamente all’inseguimento del nemico in fuga, sbaragliandolo e catturando prigionieri. Colpito a morte, spirava raccomandando ai suoi soldati la calma ed il mantenimento della posizione.

M. Vodice – 19 maggio 1917

Concesse a Viventi
 

BERRUTO PIETRO (BERUTTO SU DIPLOMI)

Sergente

503°cp. alpina mitraglieri, med. argento

Quale capo mitragliatrice, con mirabile sangue freddo e sprezzo del pericolo, sebbene quasi tutti  i suoi serventi fossero stati feriti, si manteneva sulla posizione, continuando intrepido a falciare il nemico

Zenson di Piave – 13 novembre 1917

 

BERRUTO PIETRO (BERUTTO SU DIPLOMI)

Sergente maggiore

503° cp. alpina mitraglieri, med. argento

Comandante di una sezione mitragliatrici, risolutamente portava la sua arma sul margine della trincea, su di una posizione dominante la trincea nemica. Ferito, rimaneva al proprio posto e, dando prova mirabile di saldezza e disprezzo del pericolo, faceva fuoco egli stesso sotto il violento e aggiustato tiro avversario, finche, colpito una seconda volta e più gravemente, fu costretto ad allontanarsi dalla linea

Monte Solarolo – 25 ottobre 1918

 

Nelle motivazioni riportate sull'albo d'oro del Nastro azzurro si nota l'errore nella prima motivazione sulla città di origine (indicata come Pinerolo) ma con lo stesso numero di matricola

 

CANUTO GIOVANNI

Tenente 4° Reggimento Alpini

Medaglia d'Argento al Valor Militare

(madre chierese e residente per studi)

In testa al proprio plotone lo conduceva impetuosamente sotto il grandinare delle pallottole nemiche alla conquista di un trincerone austriaco, sul quale egli giungeva per primo. In piedi sulla trincea conquistata, spezzante del pericolo, calmo e sereno, dirigeva il fuoco del proprio reparto, animandolo con il proprio esempio, a resistere strenuamente, finché il nemico venne definitivamente respinto.

Malga Zugna, 26 giugno 1916

 
 

COLLO VINCENZO

Tenente

6° reggimento alpini,

Medaglia d'argento al Valor Militare 

Comandante di una posizione allora conquistata e non ancora sistemata a difesa, ebbe in un sol giorno a sostenere tre vigorosi attacchi nemici. Con saggia avvedutezza dispose per la resistenza e e con lodevole azione personale, fermezza e sprezzo del pericolo, sotto il lancio di bombe a mano e grandinare dei proiettili  di mitragliatrici avversarie, accorse sempre là ove maggiore era il pericolo e con i pochi alpini ai suoi ordini respinse tutte e tre le volte il nemico infliggendogli forti perdite

Monte Cornone (V. Frenzela) - 18.12.1917

 

PAOLO DEZZANI

Alpino 

3° reggimento alpini, 

Medaglia d'argento al Valor Militare

Ferito ad un braccio, rimaneva un intera giornata sulla linea di fuoco, dalla quale si ritirava solo quando la compagnia riceveva il cambio. 

Cima Vallone, 12 giugno 1915

 

GILARDI ANGELO

Aiut. Batt. III Reparto Arditi (Alpini)

Medaglia d'argento al Valor Militare

Conduceva il suo plotone, destinato a difficile collegamento, con perfetto criterio, assecondando un movimento avvolgente della propria compagnia. Sotto violento fuoco di mitragliatrici e di fucileria, alla testa dei suoi, si lanciava con impeto all'assalto di un gruppo di case ove il nemico erasi asserragliato opponendo accanita resistenza. Impegnata magnifica lotta a corpo a corpo con violento lancio di bombe a mano e colpi di baionetta, restava, in breve, padrone del luogo, catturando parecchi prigionieri e lasciando il terreno sparso di cadaveri.

Fadaldo di Treviso,31 ottobre 1918

 

JONA LUCIANO

Tenente di complemento 3°alpini cp. mitragl.

Medaglia d'argento al Valor Militare

Comandante di sezione mitragliatrici, in situazioni tattiche critiche, riusciva con raro intuito della situazione, sprezzo del pericolo e calma ammirevole a fermare, con pochi uomini ed una mitragliatrice, reparti nemici attaccanti in forze soverchianti in modo da dare tempo ai rincalzi accorrenti di ristabilire la situazione compromessa. 

Monte Asolone –14 gennaio 1918

 

MOTTA FERDINANDO

Tenente di complemento 3° Reggimento. Alpini

Medaglia d'argento al Valor Militare

(nato a Torino - residente a Chieri)

Ferito durante un violento bombardamento nemico, essendosi iniziato l’attacco avversario alle nostre linee mentre egli appena medicato trovavasi al posto di medicazione, balzò immediatamente fuori dal ricovero, e con la testa bendata si gettò nella lotta, lanciando, ritto sul parapetto della trincea, bombe a mano sul nemico ed incitando gli inferiori finché cadde esausto.

Monte Ortigara, 12 giugno 1916

 

MOTTA FERDINANDO

Tenente di complemento

3° Reggimento. Alpini

Medaglia d'argento al Valor Militare

(nato a Torino - residente a Chieri)

Comandante di un plotone, si spingeva all’assalto, con mirabile ardire e valore, alla testa dei propri uomini, trascinandoli con l’esempio e coaudiuvando efficacemente il comandante di compagnia mentre più vivo e preciso era il fuoco nemico, finché venne colpito a morte.

Monte Ortigara, 19 giugno 1917

 

PAVESIO FRANCESCO

Capit. 4° Reggimento. Alpini

Medaglia d'argento al Valor Militare

Si slanciava ripetutamente per primo all'assalto di trincee nemiche, trascinando, con l'esempio, la propria compagnia finché rimaneva ferito alla testa

Monte Mrzli, 26 novembre 1915

 

SAVARINO CESARE

S.Ten di cpl. Alpini

1559^ cp. mitragl. Alpini

Medaglia d'argento al Valor Militare

Dovendo la compagnia svolgere un operazione ardita, volontariamente offrivasi a riconoscere il terreno su cui doveva operare la propria sezione, pur sapendolo occupato, e faceva prigioniero un posto avanzato. In combattimento, dimostrava poi alto spirito offensivo e mirabile ardimento. Successivamente si distingueva in un altra azione.

Croce San Francesco-Valstagna (Vicenza), 22-28.1.1918

 

SONA DON GIUSEPPE

Cappellano militare 4° reggimento alpini

med. argento

Cappellano di un battaglione alpini, volontariamente si univa ad una pattuglia di arditi la seguiva alla conquista di una posizione tenuta sotto il tiro dell’avversario dando esempio mobilissimo del suo alto sentimento del dovere

Val di Ledro (Q.1000) – 21/22.8.1917

 

STELLA Mario

Sottotenente complemento

4° Reggimento. Alp. - Btg. Val Pellice

Nato a Torino

Residente a Chieri, Strada Riva

Articolo Arco

Con calma ammirevole, in terreno scoperto e battuto dal fuoco nemico, dirigeva l’avanzata del proprio plotone; gravemente ferito alla guancia e alla mano destra, incitava i soldati a continuare nell’adempimento del proprio dovere, senza curarsi di lui.

Trincee di Selo, 22 ottobre 1915

(Foto - Museo Centrale del Risorgimento di Roma)

TESSIORE LUIGI

Tenente

3° reggimento  alpini, med.argento, 

mutilato di guerra

Documentazione relativa

Durante un furioso attacco nemico pronunciatosi sulla linea tenuta dalla compagnia, di propria iniziativa si lanciava per primo all’assalto. Ferito una prima volta si rialzava, per cadere nuovamente e più gravemente ferito al petto.

Cima Vallone – 12 giugno 1915

 

VARETTO ANDREA

Alpino

3° reggimento,

med. argento 

Sulla trincea distrutta dopo due giorni di furioso bombardamento nemico, assalito da forze preponderanti, contrastava palmo a palmo il terreno agli avversari dimostrando ammirabile fermezza ed abbattendone alcuni nella lotta corpo a corpo

Monte Fontanel – 13 dicembre 1917

 

VITTONE GIUSEPPE

Sottotenente

1° reggimento sez. pistole mitragliatrici

med.argento 

Comandante di una sezione pistole mitragliatrici, sprezzando il pericolo portava le armi allo scoperto per meglio eseguire il tiro contro il nemico che avanzava. Durante il contrattacco trascinava i suoi soldati alla baionetta ed entrava nella contesa posizione, catturando numerosi prigionieri.

Cima Cady – 13 giugno 1918

2^ Guerra Mondiale - Resistenza

 

COLLO LUIGI

Capitano

Genio Div. Alpina Tridentina 4° Reggimento. Genio, 11° btg. 

med. argento,

nato a Moncalieri - Madre Bechis Giuseppina di Chieri

Sepolto in Cimitero Centrale di Chieri 

Comandante di genieri alpini già stremato e ridotto negli effettivi da aspri e cruenti combattimenti precedenti, privo di armi automatiche, a corto di munizioni, attaccava disperatamente un minutissimi caposaldo nemico, riuscendo a neutralizzare e distruggere tre pezzi di una batteria controcarro. Ferito una prima volta non desisteva dalla propria azione di comando. Contrattaccato violentemente, abbattuto da una seconda più grave ferita, restava in campo incitando i propri genieri alpini alla tenace resistenza che portava al successo finale

Nikolajewka (fronte russo) 26.1.1943

SCOTTI EMILIANO

Tenente colonnello degli Alpini

Capo di Stato Maggiore  div. Lupi di Toscana

Medaglia d’argento al valor militare

In un periodo di generale grave crisi spirituale, ligio al senso dell’onore e del dovere, si schierava decisamente contro il tedesco aggressore, e quale capo di S.M. di divisione la raggiungeva per dividerne la sorte, pur essendo stato autorizzato in altra sede. In circostanze estremamente difficili, si prodigava , sprezzante di ogni rischio personale, nel coadiuvare il proprio comandante a mantenere salda la compagine dei reparti ed a tenere bravamente testa all’aggressività tedesca. Delineatasi una situazione critica, armatosi di mitra, affrontava con singolare slancio una formazione di paracadutisti tedeschi, costringendoli a desistere da ogni azione offensiva. Cessata successivamente ogni resistenza per ordini superiori , il nemico , apprezzando il suo comportamento valoroso, concedeva a lui ed agli altri ufficiali di conservare la pistola. Già distintosi per capacità e valore, quale comandante ed ufficiale di Stato Maggiore , su altri fronti di guerra.

Palo (Roma)   9-12 settembre 1943

 

GEUNA SILVIO

(1909-1998)

Sottotenente

8° reggimento Alpini – membro comitato militare regionale piemontese. 

Medaglia d’argento al valor militare

Distintosi in montagna, come organizzatore e comandante di formazioni partigiane, veniva chiamato a far parte del primo Comitato piemontese della Resistenza. Catturato e processato con l’intero Comitato, la sentenza le dava salva la vita in considerazione del modesto grado rivestito nella gerarchia militare e lo condannava all’ergastolo. Con grande senso di dignità, con generosità ed ardimento, egli chiedeva allora al tribunale di essere fucilato lui, celibe, al posto del generale comandante padre di tre figli e, comunque, di essere accomunato nella pena ai suoi colleghi del Comitato.  Figura eminente del movimento partigiano che in giovane età raggiungeva elevati posti di responsabilità e che nell’aula del tribunale e nelle celle del carcere si imponeva per alto senso di responsabilità, elevato patriottismo, umana solidarietà.

Piemonte settembre 1943 / aprile 1945

 

 

 

Medaglia di Bronzo al VM

 

 

 

Guerra d'Africa 

alla memoria

  ODDENINO LORENZO
Caporal Maggiore
Medaglia di Bronzo VM

Per lodevole contegno tenuto comandando la squadra in combattimento ove rimase ferito

Zanzur 8 giugno 1912

1^ Guerra Mondiale
alla memoria

FERRERO CLEMENTE

Alpino

4°reggimento Alpini

Medaglia di bronzo al Valor Militare

Sotto l'intenso fuoco nemico di artiglieria e mitragliatrici, dimostrava esemplare coraggio e disimpegnava in modo lodevole l'importante servizio di portaordini, finché, nell'adempimento del proprio dovere, venne colpito a morte da una scheggia di granata nemica

Monte Solarolo (M. Grappa) – 26 ottobre 1918 

 

ODDENINO LORENZO

Alpino 

Btg Aosta 818° cp. Mitr.

Medaglia di bronzo al Valor Militare

deceduto per ferita il 12 novembre 1918 

Sempre primo fra i soldati della propria compagnia mitragliatrici, in combattimento dimostrò grande valore e singolare fermezza. Caduti tutti i graduati della sezione, con vivo entusiasmo animava i compagni alla resistenza. Avute messe fuori combattimento le armi, impugnava il moschetto e valorosamente combatteva insieme con pochi compagni, ricacciando il nemico.

Monte Solarolo - 26 ottobre 1918. 

 

ROCCO NATALE

Alpino

3° Reggimento Alp. 

med.di bronzo

Durante azione violenta e micidiale tenne costantemente contegno sereno e risoluto. Offertosi a portare un ordine attraverso una zona violentemente battuta rimaneva gravemente ferito

Monte Forame – 12 settembre 1916

Concesse a Viventi

 

BERRUTO CAMILLO

Sottotenente

8° Reggimento Alpini

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

(nato Pino Torinese - residente a Chieri)

Nell’azione per la presa di un paese, dimostrò slancio e coraggio singolari, audacemente precedendo i suoi alpini all’attacco. Ferito da proiettile esplosivo, rimase in linea ad incitare i dipendenti finché, esausto, dovette essere allontanato.

Pielungo (Udine), 5 novembre 1917

 

CANUTO GIOVANNI

Capitano 

4° Reggimento Alpini

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

(madre chierese e residente per studi)

Ufficiale valoroso ed animato da ardente entusiasmo, su di una posizione recentemente conquistata, cadeva vittima della montagna, mentre ne affrontava arditamente i rischi per organizzarla a difesa.

Monticelli, 17 giugno 1918

 

COLLO VINCENZO

Sottotenente

2°reggimento alpini

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Sotto il fuoco di fucileria ed artiglieria nemica, tenne contegno ardito e sereno. Ferito alla coscia destra, fu esempio di fermezza ai propri compagni, dimostrando anche giovialità nel riuncuorarli

Monte Pal Piccolo - 23 settembre 1915

ferito

 

GILARDI ANGELO

Serg. Mag.

3° Reparto Arditi (Fiamme Verdi) 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Con fermezza e coraggio attraversava più volte una zona violentemente battuta dall’artiglieria nemica per portare ordini sulla linea di fuoco. Durante l’assalto contro ben munite posizioni, si portava in testa a un gruppo di bersaglieri e li trascinava avanti, catturando alcuni prigionieri, armi e munizioni. 

Fontigo (Piave), 27 ottobre 1918

 

PERETTI VITTORIO

Ten.

7 Reggimento Alpini

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

(nato a Padova - Residente a Chieri)

Sebbene febbricitante ed affetto da malattia epidermica, partecipava, durante un'intera giornata, al combattimento per la presa dell'altipiano della Bainsizza lanciandosi, sempre in testa al suo plotone, all'assalto di munitissimi trinceramenti, espugnandoli, e scendendo al posto di medicazione soltanto dopo ordine perentorio del comandante della compagnia, dando così esempio di spirito di sacrificio e di valore

Bainsizza, 19 agosto 1917

 

PERETTI VITTORIO

Ten. 

8 Reggimento Alpini

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

(nato a Padova - Residente a Chieri)

 

Durante l'azione per la conquista di ben munite posizioni, teneva contegno superiore ad ogni elogio. Rimasto ferito il comandante della compagnia, assumeva il comando del reparto ed, animando con l'esempio i dipendenti, respingeva i violenti contrattacchi, dando bella prova di iniziativa e di alte virtù militari.

Col del Cuk (M. Grappa), 26 ottobre 1918

2^ Guerra Mondiale

alla memoria
 

BAY (o Bai) BIAGIO

Caporal Maggiore

XXXI Battaglione Guastatori Genio (Alpini)

Guastatore del genio, sempre d'esempio ai suoi uomini per coraggio, si lanciava arditamente all'assalto di posizioni nemiche, giungere fra i primi su di esse e contribuiva alla cattura di prigionieri e di armi. In un altro assalto, ancora primo, guidava i dipendenti e combatteva valorosamente fino a quando cadeva mortalmente colpito da una raffica di mitragliatrice.

Alla memoria. Fronte di Tobruk (A.S.), 28 novembre - 4 dicembre 1941

 

CHIARA GIOVANNI

Artigliere

1° reggimento artiglieria da montagna 

Medaglia di bronzo al valor militare alla memoria

Artigliere alpino dotato di indiscusse qualità morali e già distintosi nei precedenti combattimenti del suo reparto, incaricato della difesa di una postazione durante un attacco in forze del nemico, si prodigava incessantemente esponendosi con audacia al pericolo per contenere l’urto della massa attaccante. Giunto il nemico a distanza ravvicinata continuava a resistere in posto per permettere lo sganciamento dei reparti, finché cadeva colpito a morte, facendo sacrificio alla Patria della sua giovane vita.

Petnica (Montenegro)  23 gennaio 1944

Concesse a Viventi

 

FASANO GIUSEPPE

classe 1921  da Chieri (TO) Sergente  maggiore

1° reggimento artiglieria da montagna

Animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna, in contrasto con gli umilianti ordini tedeschi e partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del reparto.  Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente, percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo , spesso soffrendo fame  sete e gelo , opponendo la forza dell’orgoglio agli abitanti che lo volevano disarmato, le armi al nemico  che superiore in forze ed in mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell’animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità

Montenegro 8 settembre 1943 / 8 marzo 1945

 

NATTA GIOVANNI  - 

classe 1914

Art. 1° Reggimento. Art. Alp.

Animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna, in contrasto con gli umilianti ordini tedeschi e partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del reparto.  Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente, percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo , spesso soffrendo fame  sete e gelo , opponendo la forza dell’orgoglio agli abitanti che lo volevano disarmato, le armi al nemico  che superiore in forze ed in mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell’animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità

Montenegro 8 settembre 1943 / 8 marzo 1945

 

PELOSIN SANTE TARCISIO  - classe 1922, da Loreggia (Pd) 

Caporal maggiore

1° reggimento artiglieria da montagna.

Animato da purissimo amor di Patria, fra i primi iniziava volontariamente in terra straniera una nuova campagna, in contrasto con gli umilianti ordini tedeschi e partecipava ininterrottamente a tutte le azioni di guerra del reparto.  Nella dura e difficile lotta, combattendo strenuamente, percorreva migliaia di chilometri lacero e scalzo , spesso soffrendo fame  sete e gelo , opponendo la forza dell’orgoglio agli abitanti che lo volevano disarmato, le armi al nemico  che superiore in forze ed in mezzi lo voleva distrutto, la saldezza dell’animo a quanti volevano piegare i suoi sentimenti di italianità

Montenegro 8 settembre 1943 / 8 marzo 1945

 

TRAMBUSTI PIER LUIGI

S.Ten

4° Reggimento Art. Alp.

Comandante di una sezione di batteria alpina, improvvisamente attaccata mentre effettuava azione di appoggio ad una pattuglia di carri pesanti, li affrontava con estrema decisione, costringendoli dopo aspro combattimento a ripiegare

Warwakowka (Russia), 23 gennaio 1943

 

VALLE LUIGI

Alpino del 3° reggimento 

Medaglia di bronzo al valor militare 

Durante un attacco, benché ferito gravemente al braccio sinistro, riusciva a portare un importante ordine al proprio comandante di reparto superando con sprezzo del pericolo uno sbarramento di mitragliatrici nemiche.

Ristolas  (Valle del Guil),  23 giugno 1940

Croce di Guerra al Valor Militare

 

CANONICO FRANCESCO

Serg. Magg. - 3 Reggimento Alpini - Btg Fenestrelle

Croce di guerra al valor militare

Capo squadra mortai, nel corso di un azione di rastrellamento, si offriva per andare a snidare da un munito centro di fuoco, un arma automatica. Benché ferito persisteva nella lotta costringendo il nemico a caolpi di bomba a mano ad abbandonare la posizione

Quota 612 di Tomin Gay (Balcania), 23 luglio 1942

2^ Guerra Mondiale
 

COLLO LUIGI

Ten. 4° Reggimento. Genio

Croce di Guerra al Valor Militare

nato a Moncalieri - Madre Bechis Giuseppina di Chieri

Sepolto in Cimitero Centrale di Chieri 

Comandante di compagnia telegrafisti di divisione alpina operante in territorio aspro e reso particolarmente difficile per le avverse condizioni atmosferiche, con sereno sprezzo del pericolo e sicura perizia, malgrado violento tiro nemico, assicurava al proprio reparto i vari collegamenti. In previsione di prolungamento dell'asse di collegamenti, si spingeva in avanti in ricognizione, percorrendo zona intensamente battuta dal fuoco nemico.

Settore Monte Bianco-Seigne, 21-24 giugno 1940

 

MOSSO GIORGIO

Alpino - Battaglione “Piemonte”

Croce di guerra al valor militare 

Componente di pattuglia esplorante , scoperta ed assoggettata ad intensa azione nemica  si lanciava al soccorso di un compagno gravemente ferito. Nel generoso tentativo rimaneva ferito egli stesso

Quota 358 di Valle Idice , 11 aprile 1945 
 

MUSSO FELICE

1° Reggimento Art. Mont.

nato a Castelnuovo d'Asti (ora Don Bosco)

Croce di guerra al valor militare 

Durante l'azione di fuoco del proprio pezzo, in posizione vicinissima alle linee nemiche, adempiva al suo servizio con calma e serenità, quantunque la posizione fosse battuta dal fuoco di artiglieria e fucileria avversarie. Eseguiva poi, a notte, durante un attacco e sempre sotto il fuoco della fucileria nemica, il trasporto del pezzo in posizione difficile, dando, nuovamente, bella prova di calma e sereno ardimento

Sasso Staccato dei Sett Sass, 30 novembre 1915.

 

VOLPATO Alessandro

Serg. 3° Reggimento Alpini

Croce di guerra al valor militare 

Durante un combattimento, diede prova di coraggio e di alto sentimento del dovere, incorando i propri dipendenti con l’esempio e con la parola.

Monte Pleca (pendici del monte Nero), 24-25 ottobre 1917

Croce al Merito Dell'Esercito

 

 

GAMBA IGNAZIO

Ten. Col. Reggimento Alpini

Croce d'Oro al Merito dell'Esercito

Comandante del gruppo tattico Italia, inquadrato nel contingente nazionale ITALFOR KABUL 2 in Afghanistan nell'ambito dell'operazione INTERNATIONAL SECURITY ASSISTANCE FORCE, dal 10 maggio al 09 settembre 2002, presentava in ogni circostanza la propria unità perfettamente amalgamata, superbamente addestrata ed in grado di assolvere in pieno le delicate incombenze operative della missione impiegato in attività di sicurezza nel delicato settore centrale di Kabul, articolava il dispositivo sul terreno in maniera eccezionalmente efficace e faceva fronte a tutti gli impegni con rigore e altissima professionalità, evidenziando spiccata iniziativa, preparazione professionale e instancabile dedizione al servizio. spronava i propri uomini con la forza dell'esempio nelle situazioni più pericolose e complesse e ne sapeva ottenere un rendimento eccezionale, che suscitava l'ammirazione di quanti, italiani e stranieri, avevano modo di vedere all'opera il suo reparto. Chiaro esempio di comandante completo e carismatico, ha contribuito in modo determinante al buon esito della missione e ad accrescere il prestigio della forza armata e dell' Italia nel contesto internazionale.

Kabul (Afghanistan), 10 maggio - 09 settembre 2002

GAMBA IGNAZIO

Ten. Col. Reggimento Alpini

Croce di Bronzo al Merito dell'Esercito

Comandante del Contingente nazionale in HERAT, nell’ambito della Missione International Security Assistance Force in AFGHANISTAN, operava con coraggio e ferma determinazione in un ambiente caratterizzato da elevata instabilità e ad elevato rischio attentati. Guidava con perizia, efficacia e pragmatica concretezza le Unità nelle azioni di contrasto al terrorismo e supporto umanitario, contribuendo ad accrescere il prestigio dell’Esercito e delle Forze Armate italiane nello scenario internazionale.

HERAT (AFGHANISTAN), marzo – settembre 2013.